Interno della sala macchine centrale montemartini 1950 circa
Interno della sala macchine della Centrale Montemartini Roma
IeriOggi
Interno della Sala Macchine della Centrale Montemartini, Roma (1950 circa). Foto: Archivio Musei Capitolini, Centrale Montemartini / Roma Capitale.© Maura Cesolini

CENTRALE MONTEMARTINI – ROMA

Centrale Montemartini Roma: l’incredibile museo dove le macchine incontrano gli dei

Nel panorama museale globale, dove il riuso degli spazi industriali ha spesso ridefinito il concetto stesso di galleria d’arte, a Roma sulla via Ostiense, le colossali turbine d’acciaio e i motori diesel del primo impianto elettrico pubblico della Capitale non producono più energia. Da quasi trent’anni, generano meraviglia. La Centrale Montemartini rappresenta uno degli esperimenti museografici più audaci, felici e fotografati al mondo.

La storia della Centrale Montemartini

L’architettura originaria e il cantiere del 1912

Agli inizi del Novecento, la giunta guidata dal sindaco Ernesto Nathan scelse la zona dell’Ostiense per l’edificazione del polo industriale romano, favorita dalla vicinanza al Tevere e alla ferrovia. La progettazione tecnica fu guidata dall’ingegnere Corrado Puccioni, mentre la costruzione del nucleo originario dell’edificio venne affidata alla ditta dell’ingegner H. Bollinger di Milano, pioniera nelle strutture in cemento armato.

L’architettura doveva rispondere a precisi requisiti strutturali: ampie finestrature per l’illuminazione naturale, soffitti altissimi per ospitare i macchinari e campate modulari capaci di assorbire le vibrazioni dei motori. La facciata esterna, sobria ed elegante, richiamava l’orgoglio civico della municipalità nel dare luce a Roma.

Il potenziamento e la “Cattedrale della Luce”

Negli anni ’30, la centrale subì una radicale espansione architettonica per fare spazio a nuovi colossali motori diesel e turbine a vapore. Fu in questo periodo che prese forma l’imponente Sala Macchine: un enorme salone rettangolare dominato da grandi vetrate, pavimenti in graniglia e balaustre in ferro battuto, che conferirono all’ambiente la solennità di una vera e propria cattedrale laica dello sviluppo industriale. Al piano inferiore, la Sala delle Colonne venne caratterizzata da una fitta maglia di pilastri in cemento armato progettati per sorreggere l’enorme peso delle caldaie soprastanti.

Un’emergenza che diventa opportunità: il 1997

Il complesso monumentale del Campidoglio, sede dei Musei Capitolini, doveva essere sottoposto a imponenti interventi di ristrutturazione in vista del Giubileo del 2000 e nasceva così l’esigenza di trasferire temporaneamente le centinaia di sculture.

L’attenzione cade sui locali della vecchia centrale di via Ostiense, i cui spazi erano stati appena recuperati da Acea grazie a un attento restauro conservativo guidato dall’ingegner Paolo Nervi.

Nervi aveva mantenuto i colori storici delle pareti e preservato i giganteschi macchinari d’acciaio nella loro esatta posizione originaria.

Nell’ottobre del 1997 si aprono le porte della mostra temporanea “Le macchine e gli dei”. L’allestimento è un azzardo visivo folgorante: nella Sala Macchine, i silenziosi motori diesel fanno da sfondo a bianche divinità in marmo, busti di imperatori e statue greche. L’effetto è magnetico. Il contrasto tra la fredda solidità dell’acciaio industriale e la fragile perfezione millenaria del marmo riscuote un enorme successo di pubblico.

Nel 2001, terminati i restauri in Campidoglio, si decide di non smantellare l’allestimento e la centrale viene consacrata come sede permanente e secondo polo espositivo dei Musei Capitolini

Binari papali nella Sala Caldaie: il treno di Pio IX

I grandi locali della ex Sala Caldaie n. 2 della centrale sono stati riconvertiti in uno spazio espositivo permanente unico nel suo genere: la stanza che ospita i sontuosi vagoni del treno di Papa Pio IX.

Costruito in Francia nel 1858 e donato al pontefice dalle società ferroviarie dell’epoca, questo convoglio compì il suo viaggio inaugurale il 3 luglio 1859 (tratta Porta Maggiore – Cecchina). Si tratta del treno più antico d’Italia ancora esistente, un autentico palazzo nobiliare su rotaie diviso in tre carrozze monumentali:

La Balconata: concepita come una loggia mobile all’aperto, ricca di colonne tortili dorate, pensata per consentire al Papa di affacciarsi e impartire le benedizioni ai fedeli durante le soste.
La Sala del Trono: l’appartamento privato del pontefice, impreziosito da velluti purpurei, damaschi gialli e bianchi (i colori dello Stato Pontificio) e filamenti d’oro e d’argento.
La Carrozza Cappella: una chiesa su binari dove veniva celebrata la messa, decorata all’esterno da sculture in rame dorato e internamente da splendidi affreschi firmati da celebri artisti francesi come Jean-Léon Gérôme.
La presenza di questo gioiello ottocentesco all’interno della Centrale Montemartini chiude un cerchio storico perfetto, legando l’evoluzione dei primi trasporti di massa alla nascita dell’energia elettrica pubblica a Roma.

Il palcoscenico ideale per la fotografia d’autore

Le forme geometriche, i materiali e la meravigliosa luce diffusa dalle immense vetrate hanno reso nel tempo la Centrale Montemartini un luogo irresistibile per la fotografia d’arte.

Tra gli appuntamenti espositivi più importanti degli ultimi anni, il museo ha ospitato progetti di interesse internazionale focalizzati proprio sull’esplorazione visiva dello spazio urbano e delle sue forme. La mostra “Architetture Inabitabili”, basata sul fascino di complessi edili italiani di difficile utilizzo ma di grande forza espressiva, ha trovato nella scenografia concettuale della Centrale, uno spazio espositivo perfetto.

Altrettanto memorabile è stato il progetto curato dal fotografo Luigi Spina (“Volti di Roma”), che ha utilizzato il banco ottico per mappare l’espressività e i dettagli della ritrattistica scultorea antica, esaltandone i volumi plastici grazie alle ombre nette proiettate dai grandi motori Tosi dello stabilimento.

In un’epoca in cui i musei tendono spesso alla standardizzazione del white cube – lo spazio bianco, asettico e geometrico – la Centrale Montemartini rappresenta una felice eccezione, come, a poca distanza, il Mattatoio di Testaccio.

Fregio marmoreo proveniente dagli Horti Sallustiani Centrale Montemartini Roma
Fregio marmoreo proveniente dagli Horti Sallustiani © Maura Cesolini
Busto in marmo di Dioniso Sardanapalo Centrale Montemartini Roma
Busto in marmo di Dioniso Sardanapalo © Maura Cesolini
Interno Centrale Montemartini Roma
Interno Centrale Montemartini © Maura Cesolini
Interni della Centrale Montemartini Roma dettagli della vecchia fabbrica
Interni della Centrale Montemartini © Maura Cesolini
Interno sala macchina Centrale Montemartini Roma
Interno sala macchina © Maura Cesolini
Ritratto di Filippo l'Arabo
Ritratto di Filippo l'Arabo © Maura Cesolini
Ritratto di uno stratega Centrale Montemartini Roma
Ritratto di uno stratega © Maura Cesolini
Sculture provenienti dagli Horti Romani Centrale Montemartini Roma
Sculture provenienti dagli Horti Romani © Maura Cesolini
Statua di Atena Centrale Montemartini Roma
Statua di Atena © Maura Cesolini
Mostra Architetture Inabitabili Centrale Montemartini Roma
Mostra Architetture Inabitabili © Maura Cesolini
Mostra Architetture Inabitabili Centrale Montemartini Roma
Mostra Architetture Inabitabili © Maura Cesolini
Mostra Architetture Inabitabili Centrale Montemartini Roma
Mostra Architetture Inabitabili © Maura Cesolini
Mostra Architetture Inabitabili Centrale Montemartini Roma
Mostra Architetture Inabitabili © Maura Cesolini

Le fotografie dei beni culturali sono pubblicate senza scopo di lucro, a fini di promozione della conoscenza del patrimonio culturale, ai sensi dell’art. 108, comma 3-bis, del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

lesposimetro mostre di fotografia in Italia
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.