LIBRI E FILM DI FOTOGRAFIA

FRANCESCA WOODMAN

Francesca Woodman copertina del libro Tra pelle e pellicola edito da Contrasto

GLI ANNI ROMANI TRA PELLE E PELLICOLA
Autore: Isabella Pedicini
Lingua disponibile in italiano o in edizione in lingua inglese
136 pagine
15 fotografie a colori e in b/n
brossura con sovracoperta
Prezzo: 18,91€
Edizioni Contrasto


“Francesca Woodman: Alla ricerca del Surrealismo Intimo”
Esplorando l’Opera dell’Artista Attraverso Gli Anni Romani

Recensione di Ljdia Musso

Nel mondo della fotografia, poche figure hanno saputo catturare l’immaginazione e affascinare il pubblico come Francesca Woodman.
Le fotocopie nel mondo della fotografia di questa fotografa sono innumerevoli. La sua opera, intrisa di surreale intimità, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte. Ora, un nuovo libro ci invita a immergerci nell’universo creativo di questa straordinaria fotografa, esplorando i suoi anni romani e i suoi enigmatici libri d’artista. “Francesca Woodman: Gli anni romani tra pelle e pellicola” di Isabella Pedicini, pubblicato
da Edizioni Contrasto, ci offre una visione unica di questa iconica artista. Il libro rivela la profonda indagine condotta da Pedicini attraverso immagini, corrispondenze private e testimonianze degli amici di Woodman a Roma, durante il 1977. Inoltre, l’introduzione di Gerry Badger arricchisce ulteriormente questo viaggio nel cuore della fotografia della Woodman.
In questo articolo, ci imbarcheremo in un’avventura, alla scoperta della straordinaria creatività di Francesca Woodman, dei suoi spazi surreali e delle sue influenze classiche. Attraverso l’analisi accurata di questo libro fondamentale, sveleremo i segreti e i misteri di un’artista, la cui opera, incantevole e vibrante, continua a ispirare il mondo dell’arte.

Benvenuti in un viaggio di scoperta nel mondo visionario di Francesca Woodman.
L’arte di Francesca Woodman è un labirinto in cui il confine tra spazio interno ed esterno si sfuma, dove le cornici delle sue fotografie fungono da magici portali verso mondi enigmatici. Come sospesa tra realtà e surrealtà, Woodman utilizza sapientemente il formato 6×6, creando uno spazio limitato ma ricco di significato. Il bordo della cornice diventa così il guardiano di un universo unico, intrappolando soggetti
spesso autoritratti, in suggestivi ambienti interni. Isabella Pedicini ha indagato profondamente questa caratteristica peculiare dell’opera della
Woodman, aprendo un’inedita prospettiva di analisi sulla sua fotografia. Oltre al suo talento nel manipolare lo spazio, Francesca Woodman si lasciava ispirare anche dal ricco patrimonio culturale dell’Italia. A Roma, la giovane fotografa americana entrò in contatto con l’ambiente artistico romano, ma fu soprattutto l’influenza delle grandi opere classiche a stimolarla creativamente. Pedicini evidenzia come la Woodman fosse affascinata dal mito greco, in particolare dal destino delle donne intrappolate e confinate, ma allo stesso tempo trovava una forma di “fuga” attraverso la metamorfosi e il cambiamento, ricoprendosi di carta da parati o fondendosi con oggetti. Questo legame particolare con l’iconografia europea ha dato vita a un’interpretazione originale e profonda dell’arte della Woodman. Isabella Pedicini si avvale di un approccio approfondito nell’analisi dell’opera di Francesca Woodman, esplorando le testimonianze degli amici romani e l’analisi delle immagini e dei
carteggi privati. Questa metodologia offre al lettore un ritratto autentico e inedito della fotografa, che va oltre la mitizzazione e ci consente di comprendere meglio le radici culturali e artistiche del suo lavoro. Il libro di Pedicini diventa così un fondamentale strumento di comprensione del periodo che la Woodman ha trascorso a Roma e di come l’influenza italiana abbia contribuito a plasmare il suo stile unico.
In conclusione, “Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola” di Isabella Pedicini è un’opera illuminante che ci guida nel cuore dell’arte di una delle fotografe più ammirate e imitate della storia della fotografia. Il libro ci offre una prospettiva innovativa sulla vita e il lavoro di Francesca Woodman, aprendo nuove porte di interpretazione e svelando la sua genialità surrealista.

BILL CUNNINGHAM – NEW YORK

Bill Cunningham New York foto a colori del fotografo Bill Cunnigham in bicicletta per le strade di New York

Diretto da Richard Press

Prodotto da First Thought Films

Distribuzione Zeitgeist Films

Anno 2010 /11

Paese U.S.A

Lingua Inglese

84 minuti


“Ci vestiamo tutti per Bill”, dice la direttrice di Vogue Anna Wintour . Il Bill in questione è il fotografo del New York Times Bill Cunningham . Per decenni, questo antropologo culturale a cavallo di una bicicletta Schwinn ha raccontato in modo ossessivo e creativo le tendenze della moda e le serate di beneficenza dell’alta società per la sezione Times ‘s Style nelle sue colonne “On the Street” e “Evening Hours”. Pieno di incontri nei quartieri alti (come Wintour, Tom Wolfe , Brooke Astor , David Rockefeller , che appaiono tutti nel film), eccentrici del centro e tutti gli altri, l’enorme corpus di lavori di Cunningham documenta il suo tempo e il suo luogo, nonché il talento individuale. Bill Cunningham New York ritrae l’uomo al lavoro (per strada e in ufficio) e a casa (uno studio della Carnegie Hall ).

E possibile acquistare il dvd on line.  Il documentario è visionabile in streaming su varie piattaforme e su Sky in lingua originale con sottotitoli o in italiano.

Trailer Bill Cunningham New York

CARLA CERATI – LA CLASSE E’ MORTA

Carla Cerati La classe è morta copertina del libro

SORIA DI UN’EVIDENZA NEGATA

A cura di Pietro Barbetta
Prefazione di: John Foot
Postfazione di: Silvia Mazzucchelli

Edizioni Mimesis
Collana: Sguardi e visioni
144 pagine
anno: 2023
prezzo 14,25 €


“La Classe è Morta: Uno Sguardo Incisivo sulla Società Attraverso l’Obiettivo di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin”.

Recensione di Ljdia Musso 

La fotografia è un potente mezzo per documentare la realtà e veicolare messaggi sociali.
Nel 1969, quest’opera di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin denunciò le condizioni inaccettabili dei manicomi, contribuendo alla lotta per la dignità umana e alla chiusura di tali istituzioni. Oggi, di fronte alle sfide della società contemporanea, la fotografia assume un ruolo ancora più rilevante, e il nuovo libro, “Morire di classe”, edito da Mimesis ci invita a riflettere sulle forme mutevoli del disagio sociale e sul ruolo dell’obiettivo del fotografo nel contesto attuale.
Si sente sempre più parlare della questione del valore della fotografia e del fotoreportage nella società contemporanea, con l’avvento della tecnologia digitale e delle reti sociali. Il libro “La Classe è Morta” ci pone di fronte a una domanda cruciale: che fine ha fatto il disagio documentato da Cerati e Gardin? Che forme ha assunto nella società odierna e quale dovrebbe essere il ruolo del fotografo di fronte a queste realtà? Dove dovrebbe rivolgersi l’obiettivo di un fotografo che voglia interrogare la realtà?
Nell’introduzione, Barbetta ipotizza che il nuovo stigma sia la razza, oggi si muore di razza. Questa affermazione solleva complessi interrogativi sulla complessità del mondo delle discriminazioni e delle violenze che affliggono la nostra epoca. In un panorama sociale tanto intricato la fotografia ha un grande valore, ha la capacità almeno per quanto mi riguarda di mostrare al mondo realtà di tutti i giorni in una luce diversa, proprio perché le fissa nella forma in cui si presentano in una maniera univoca e indelebile e ci permette di analizzarle da un punto di vista che sarebbe impossibile nella vita frenetica di tutti i giorni.
Ma proprio come aveva rilevato in “Sulla fotografia” Susan Sontag oggigiorno la fotografia non riesce più ad assolvere appieno a quel ruolo di agente provocatore, vuoi perché l’asticella della sopportabilità di immagini violente si è alzata vuoi perché , a mio modesto parere, le discriminazioni oggi e le forme di violenza connesse sono sempre più sottili e sempre più complesse anche da trattare a livello teorico. “La Classe è Morta” è un libro che merita di essere letto da tutti coloro che vogliono aprire gli occhi e la mente sulle realtà di disagio che ci circondano.

ANTON CORBIJN – LIFE

Anton Corbijn Life foto a colori dell'attore Robert Pattinsons che scatta una foto

“LIFE” (2015)

Genere: Biografico

Regia: Anton Corbijn

Lingua originale: Inglese

Durata: 111 minuti

Cast: Robert Pattinson, Dane DeHaan

Presentato il 9 febbraio 2015 al Festival del cinema di Berlino


Dennis Stock fotografo dell’agenzia Magnum Photos sogna di pubblicare sulla rivista Life, e nel frattempo si guadagna da vivere paparazzando le star. Nel 1955 ad una festa a Los Angeles del regista Nicholas Ray incontra l’attore James Dean. Il loro incontro segna una svolta per le rispettive carriere artistiche.

NOTE:

E’ possibile vedere il film in streaming su varie piattaforme tra cui Chili, Amazon Prime Video, su You Tube, Apple Tv e Google Play Film. Il dvd è facilmente reperibile sia online che nei negozi specializzati.

Trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=rrDt8MAwNcw

ANTON CORBIJN – STAR TRAK

Anton Corbijn Star Trak foto di attore Clint Estwod che punta il dito alla macchina

Editore: Stewart Tabori & Chang

 

Data di pubblicazione: 1996

Fotografie di Anton Corbijn
Testi di Brian Eno
113 pagine

Star Trak è un libro fotografico del regista e fotografo Anton Corbijn.
Corbijn ha ormai superato i confini della fotografia musicale e Star Trak si legge come un’enciclopedia visiva delle icone della nostra cultura, riunendo personalità eccezionali del mondo del cinema, della letteratura, della musica rock e della moda. Oltre i registi Wim Wenders, David Lynch e Martin Scorsese, gli attori Johnny Depp, Gerard Depardieu e Jodie Foster, accanto ai ribelli più anziani,  come Mick Jagger e Leonard Cohen, il libro include gli enfants terribles degli anni Ottanta e Novanta – Kurt Cobain , Billy Idol e Slash.
Corbijn unisce gli eccessi di William S. Burroughs alla bellezza delle top model Naomi e Christy, e fa incontrare Salman Rushdie e Bono davanti alla telecamera. Musica rock e moda.
NOTE:
Acquistabile on line.
E’ possibile sfogliare il libro su YouTube:

The Woodmans

locandina film the woodmans - fim di fotografia

The Woodmans (2010)

Genere: Documentario

Regia: Scott Willis

Lingua originale: Inglese

Durata: 82’ 

Cast: Francesca WoodmanGeorge WoodmanBetty WoodmanCharles Woodman

Tra i riconoscimenti:

Presentato nella sezione L’altro cinema-Extra al Festival di Roma 2010 – Vincitore Tribeca Film Festival miglior documentario 2010

Nomination: Gotham Awards 2011


La trama:

La tragica storia di Francesca Woodman, giovane fotografa rinomata per i suoi straordinari autoritratti di nudo, è anche la storia della sua famiglia composta da tutti artisti affermati.

Il padre George è un pittore, la madre Betty una ceramista di fama internazionale il cui lavoro è stato esposto al Metropolitan Museum of Art, il fratello Charles è un visual artist.

Il destino di Francesca, morta suicida nel gennaio del 1980 all’età di 22 anni, li perseguiterà per  anni.

Mettendo insieme foto, video sperimentali inediti e diari personali, e attraverso conversazioni sincere con i familiari e una miriade di amici, Willis descrive quattro vite impegnate nell’arte. E la cui arte vive attraverso di loro.

Uno straordinario film d’esordio che esplora cosa significa veramente creare.

Note:

Il film non è di facile reperibilità. 

A volte è possibile acquistarlo online in dvd ,nuovo o usato, in lingua originale.

Si può visualizzare la versione integrale su youtube in lingua originale con i sottotitoli in portoghese.

https://www.youtube.com/watch?v=5zqNUdtCwkU